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APOLLO E LE MUSE A

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Le Muse (in greco: Μοῦσαι, -ῶν; in latino: Mūsae, -ārum) sono divinità della religione greca, figlie di Zeus e di Mnemosýne (la "Memoria") la loro guida è Apollo. L'importanza delle muse nella religione greca era elevata: esse infatti rappresentavano l'ideale supremo dell'Arte, intesa come verità del "Tutto" ovvero l'"eterna magnificenza del divino.



I nomi delle nove Muse


Calliope: il cui nome in greco significa "dalla bella voce", era l'ispiratrice della Poesia Epica


Erato: deriva il nome da Eros ed è considerata l'ispiratrice della Poesia lirica e del canto corale


Clio: "Colei che può rendere celebri" è la Musa della Storia.


Euterpe: nella mitologia Greca e Romana era la musa della Musica, protettrice di strumenti a fiato e, più tardi, anche della poesia lirica.


Melpomene:
"colei che canta la Tragedia" era la musa del Canto, dell'armonia musicale e della tragedia.


Polimnia:
è la musa protettrice dell'orchestica, della pantomima e della danza associate al canto sacro e eroico.


Talia: thallein (fiorire), è colei che presiede alla commedia ed alla poesia bucolica.


Tersicore: (greco Terpsichórē; latino Terpsichŏre) è la musa della Danza, il suo nome viene dalla parola τερπέω ("mi piace") e χoρός ("danza").


Urania: (dal greco antico Ouranos, «cielo») figlia di Zeus e di Mnemosine era la musa dell'astronomia e della geometria.




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24/09/17

Don Pasquale: "So anch'io la virtù magica" (cavatina di Norina)


Atto I

Sala in casa di Don Pasquale, con porta in fondo d'entrata comune, e due porte laterali che guidano agli appartamenti interni.

Don Pasquale, vecchio ricco e scapolo, è arrabbiato col nipote Ernesto che vuole sposare Norina, vedova bella, ma povera. Decide allora di prendere moglie per punire il giovane e diseredarlo. Il dottore Malatesta comunica a Don Pasquale di conoscere la ragazza che fa per lui: sua sorella Sofronia ("Bella siccome un angelo"), dal carattere docile, appena uscita dal convento. Ernesto è disperato, non può coronare il suo sogno d'amore ("Sogno soave e casto") e scrive una lettera d'addio a Norina.

Nella sua camera la bella Norina sta leggendo un libro d'amore ("So anch'io la virtù magica"). Dopo aver letto ad alta voce un brano, spiega che conosce tutti i trucchi per conquistare un uomo.








TESTO :



Quel guardo,
il cavaliere in mezzo al cor trafisse,
Piegò i lginocchio
Son vostro cavalier.
E tanto era in quel guardo
Sapor di paradiso,
Che il cavalier Riccardo,
Tutto d'amor conquiso,
Giurò che ad altra mai,
Non volgeria il pensier."
Ah, ah!
So anch'io la virtu magica
D'un guardo a tempo e loco,
So anch'io come si bruciano
I cori a lento foco,
D'un breve sorrisetto
Conosco anch'io l'effetto,
Di menzognera lagrima,
D'un subito languor,
Conosco i mille modi
Dell'amorose frodi,
I vezzi e l'arti facili
Per adescare un cor.
Ho testa bizzarra,
son pronta vivace,
Brillare mi piace scherzar:
Se monto in furore
Di rado sto al segno,
Ma in riso lo sdegno fo presto a cangiar,
Ho testa bizzarra,
Ma core eccellente, ah!

17/09/17

La vita di Leonardo da Vinci



Dopo il mio precedente articolo su la Gioconda e su Leonardo mi è sembrato doveroso pubblicare l'eccezionale puntata di Superquark che Piero Angela fece sulla sua vita. Ho visitato personalmente la fonte battesimale a Vinci e la casa natale di Anchiano.


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