NICOLAS POUSSIN : APOLLO E LE MUSE A

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Le Muse (in greco: Μοῦσαι, -ῶν; in latino: Mūsae, -ārum) sono divinità della religione greca, figlie di Zeus e di Mnemosýne (la "Memoria") la loro guida è Apollo. L'importanza delle muse nella religione greca era elevata: esse infatti rappresentavano l'ideale supremo dell'Arte, intesa come verità del "Tutto" ovvero l'"eterna magnificenza del divino.



I nomi delle nove Muse


Calliope: il cui nome in greco significa "dalla bella voce", era l'ispiratrice della Poesia Epica

Erato: deriva il nome da Eros ed è considerata l'ispiratrice della Poesia lirica e del canto corale


Clio: "Colei che può rendere celebri" è la Musa della Storia.


Euterpe: nella mitologia Greca e Romana era la musa della Musica, protettrice di strumenti a fiato e, più tardi, anche della poesia lirica.


Melpomene: "colei che canta la Tragedia" era la musa del Canto, dell'armonia musicale e della tragedia.


Polimnia: è la musa protettrice dell'orchestica, della pantomima e della danza associate al canto sacro e eroico.
Talia: thallein (fiorire), è colei che presiede alla commedia ed alla poesia bucolica.


Tersicore: (greco Terpsichórē; latino Terpsichŏre) è la musa della Danza, il suo nome viene dalla parola τερπέω ("mi piace") e χoρός ("danza").


Urania: (dal greco antico Ouranos, «cielo») figlia di Zeus e di Mnemosine era la musa dell'astronomia e della geometria.




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09/04/17

Essere donna : Danza (New Ballet School)

 

New Ballet School

Inno alla Gioia (Ludwig van Beethoven)

iltirreno.gelocal.it

Leggere la città porta in piazza l’Inno alla Gioia suonato dai bambini - Cronaca - il Tirreno


Loredana Volpi Mario Castellano

PISTOIA. Le splendide note dell’Inno alla Gioia di Beethoven, stendardo musicale dell’Europa, sono risuonate sabato 8 aprile in piazza del Duomo, al culmine di una delle iniziative di maggior successo della terza giornata di “Leggere la città 2017”.

Ad eseguire l’immortale melodia è stata un’orchestra tutta speciale, composta dagli studenti dei corsi di musica degli istituti comprensivi Raffaello, Cino da Pistoia e Leonardo da Vinci. Decine e decine di ragazzi la cui musica ha accompagnato i cori all’unisono delle scuole Cino e Leonardo. Un momento magico, nella splendida cornice della piazza, affollata di curiosi e di orgogliosi genitori dei piccoli musicisti.
 




 
it.wikipedia.org

Inno alla gioia (Friedrich Schiller)


L'Ode alla gioia o Inno alla gioia (An die Freude) è un'ode composta dal poeta e drammaturgo tedesco Friedrich Schiller nell'estate del 1785 e pubblicata l'anno successivo sulla rivista Thalia. Una versione da lui leggermente rivista fu pubblicata nel 1808, cambiando due versi della prima e omettendo l'ultima strofa.

È conosciuta in tutto il mondo per essere stata usata da Ludwig van Beethoven come testo della parte corale del quarto e ultimo movimento della sua Nona Sinfonia, selezionando alcuni brani e scrivendo di suo pugno una introduzione (vedi Inno alla Gioia). 

La melodia composta da Beethoven (ma senza le parole di Schiller) è stata adottata come Inno d'Europa dal Consiglio d'Europa nel 1972, e in seguito dell'Unione europea.

Contenuti

Con grande pathos l'ode descrive l'ideale tipicamente romantico di una società di uomini egualmente legati tra loro da vincoli di gioia e amicizia universale. Tale concetto veniva vissuto come vero e proprio "ritorno" alla dimensione divina dell'essere umano, idealizzata nell'Antica Grecia. Come scrisse il musicologo Luigi Magnani:
« Il nuovo regno, vagheggiato dai romantici come una nuova età dell'oro, se significava affermazione della libertà e della fraternità umana, esaltazione di tutti i valori dello spirito, appariva nondimeno quale ritorno agli ideali della Grecia antica [...] Il diffuso umanesimo, mirante alla riconquista della integrità dell'uomo, poneva i poeti, i filosofi e i tragici greci quali modelli supremi e auspicava l'avvento dello «stato di natura», non inteso come primitiva selvaggia barbarie, ma come mitica "Arcadia" in cui la natura divinizzata si identificava con l'Ideale («Ideale è ciò che è Natura» diceva Hölderlin) ed in cui l'uomo, in accordo pieno con la società, avrebbe potuto attuare quella armonia degli spiriti che, per il poeta di Hyperion, avrebbe segnato l'inizio "di una nuova storia del mondo", di un rinnovamento della umanità.[1] »

Struttura


La
Schillerhäuschen
, la cabina (ora museo) alla periferia di
Dresda
dove Schiller scrisse l'ode.


La poesia nella prima versione era composta da 9 strofe di otto versi ciascuna, poi ridotte a 8 nella seconda versione. Ogni strofa è seguita da un ritornello di 4 versi, che si caratterizza come «coro».

Prima strofa (1ª versione)

(DE) « Freude, schöner Götterfunken
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder
Was der Mode streng geteilt;
Bettler werden Fürstenbrüder,[2]
Wo dein sanfter Flügel weilt.

Chor
Seid umschlungen, Millionen!
Diesen Kuß der ganzen Welt!
Brüder, über'm Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.[3] »
(IT) « Gioia, splendente scintilla divina,
figlia dell'Elisio,
noi entriamo ebbri e frementi,
o celeste, nel tuo tempio.
Il tuo incanto rende unito
ciò che la moda (qui intesa però come l'uomo) rigidamente separò,
i mendichi diventano fratelli dei principi
dove c'è la tua dolce ala.

Coro
Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso. »
(Prima strofa della prima edizione dell'Ode alla Gioia di Friedrich Schiller)

Altre composizioni

Negli anni l'ode, oltre che da Beethoven, è stata musicata anche da altri compositori:

Note

  1. ^ Luigi Magnani, Beethoven nei suoi quaderni di conversazione, Laterza, 1970, p. 139.
  2. ^ Questi ultimi due versi (6º e 7º) sono stati corretti da Schiller nella versione del 1808, quella usata dallo stesso Beethoven, che recita:
    Was die Mode streng geteilt;
    Alle Menschen werden Brüder,
    ciò che la moda separò;
    tutti gli uomini si affratellano»)
  3. ^ A questi quattro versi Beethoven aggiunse i 4 del coro della terza strofa, unendoli insieme:
    Ihr stürzt nieder, Millionen?
    Ahnest du den Schöpfer, Welt?
    Such' ihn über'm Sternenzelt!
    Über Sternen muß er wohnen.
    Vi inginocchiate, moltitudini?
    Intuisci il tuo creatore, mondo?
    Cercalo sopra il cielo stellato!
    Sopra le stelle deve abitare!»)